REGIONE VENETO | Le imprese investono nell’occupazione

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Il Veneto si conferma una delle regioni con i più bassi livelli di disoccupazione d’Italia e un tasso di occupazione costante, attorno al 67%.

È quanto emerge dai dati Istat e Veneto Lavoro relativi al secondo trimestre dell’anno. Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 67,2% , il livello più alto mai registrato in regione dall’inizio delle rilevazioni, a fronte di una media nazionale del 59,1%. Il tasso di disoccupazione è tornato a scendere sotto il 6%, attestandosi sugli stessi livelli del 2017 (5,9%), ben al di sotto della media italiana. Meglio del Veneto fa solo il Trentino Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano.

I dati della Bussola a cura dell’Osservatorio di Veneto Lavoro consentono di analizzare più nel dettaglio l’andamento del mercato del lavoro regionale. Le posizioni di lavoro dipendente sono cresciute di circa 32.600 unità, grazie al numero di assunzioni, che nel secondo trimestre 2018 hanno raggiunto quota 240.700. In aumento anche le cessazioni, come logica conseguenza della naturale scadenza di molti dei contratti a tempo determinato stipulati lo scorso anno.

Cresce l’occupazione stabile, anche per effetto degli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 introdotti dalla legge di stabilità 2018 e prorogati fino al 2020 dal Decreto dignità. Rispetto allo scorso anno le assunzioni sono aumentate dell’8% e le trasformazioni del 53%, per un saldo trimestrale di +1.800 posizioni di lavoro a tempo indeterminato. La crescita occupazionale è diffusa in tutti i settori produttivi ed è particolarmente evidente in agricoltura (+4.500 posizioni lavorative). Il comparto industriale mostra dati in linea con quelli dello scorso anno (+8.100): si segnala il buon andamento dell’edilizia, che ha recuperato 2.000 posti di lavoro nel secondo trimestre e ha registrato un aumento delle assunzioni del 22%.

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