FONDITALIA | Grande traguardo per l’Avviso FEMI 2021.01

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Il mondo del lavoro ha fame di formazione e acquisizione di competenze che possano condizionare positivamente la ripartenza economica al termine della fase più critica della pandemia.

Secondo i dati Ocse, la formazione professionale in Italia è cresciuta del 113%, sospinta anche dalla possibilità di seguire online ed in ogni momento i corsi di apprendimento. E’ un trend in ascesa che anche FondItalia ha registrato, restituendo percentuali e stime di un mondo del lavoro di nuovo positivamente orientato all’aumento delle skills occupazionali.

I numeri positivi dell’Avviso FEMI 2021.01

Avviato a novembre 2020, a durata annuale e articolato in 6 Sportelli, l’Avviso FEMI 2021.01 finanzia progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti. Al finanziamento delle proposte formative concorrono le risorse destinate dalle imprese aderenti nella misura dello 0,30% del monte salari. I primi cinque Sportelli si sono chiusi con 1.919 imprese beneficiarie e 24 Conti di Rete coinvolti.

639 i progetti approvati per un importo totale pari a € 9.798.056,90, il 73% circa della disponibilità attuale dell’Avviso, mentre i lavoratori destinatari della formazione sono stati 21.003.

Il tessuto imprenditoriale italiano è composto maggiormente da PMI, ovvero realtà con un massimo di 49 dipendenti, ed è proprio a questo target che FondItalia ha prestato particolare attenzione approvando, nello specifico, i progetti di 1.919 realtà di tutta la Penisola (fra le quali 961 aziende da 1 a 9 occupati, 749 aziende da 10 a 49 occupati).

Non tutte le regioni hanno mostrato, tuttavia, la stessa attitudine verso la formazione. Solo la Lombardia conta ben 550 imprese beneficiarie delle attività a Sportello, mentre la Puglia 262 e la Campania 158. Lazio, Marche, Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia si attestano poco sotto le 150, mentre il Veneto si ferma a 75 imprese beneficiarie. Un più alto numero di aziende ha coinciso con un maggior numero di lavoratori formati solo in Lombardia e Puglia, dove i destinatari coinvolti sono stati rispettivamente 5.414 e 4.240; seguono il Lazio con 2.027 destinatari, la Campania con 1.627, l’Emilia-Romagna con 1.326, la Sicilia con 1.250 e il Piemonte con 1.228.

Sei Sportelli a disposizione della formazione professionale

“Anche quest’anno abbiamo previsto la pubblicazione di un unico Avviso FEMI, articolato in sei Sportelli per consentire la programmazione a lungo termine delle attività formative, spiega Egidio Sangue, Vicepresidente e Direttore di FondItalia – e finalizzato a promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione delle imprese. La dotazione iniziale di 6 milioni di euro è stata aumentata a 13,5 milioni di euro, grazie all’incremento delle risorse sulla base dei trasferimenti INPS che si sono resi disponibili”.

Quali sono i corsi su cui converge il maggior numero di richieste? Oltre 56 mila ore di formazione sono state dedicate alla gestione d’impresa e all’amministrazione, quasi 50 mila allo sviluppo delle abilità personali, quasi 31 mila a salute e sicurezza nel posto di lavoro, andando a centrare una tematica cruciale nella fase di convivenza con il Covid-19. Sulle 195.385 ore di formazione garantite da FondItalia, inoltre, 17.237 sono state dedicate alle lingue straniere, 14.199 all’informatica e ancora 18.144 alla conoscenza del contesto lavorativo.

Stando alle rilevazioni sono quattro le classificazioni Ateco che hanno beneficiato maggiormente della formazione FondItalia: commercio all’ingrosso e dettaglio oltre a riparazione di autoveicoli e motocicli con 484 imprese, attività manifatturiere con 457 aziende, costruzioni con 229 aziende e attività di servizi e alloggio di ristorazione con 148 imprese. Tra gli oltre 21.000 lavoratori destinatari dei corsi, 4.362 provengono dall’attività manifatturiera, mentre 4.111 dal settore del commercio e della riparazione. Fanno capolino nella statistica 2.101 lavoratori del settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi a supporto delle imprese, così come i 2.055 lavoratori impegnati nella formazione per servizi sanitari e assistenza sociale, il settore delle costruzioni conta invece 1.565 destinatari.

Una formazione alternativa

La convivenza con il Covid-19 ha richiesto prudenza e, per qualche periodo, limitato la possibilità di formazione in presenza, ma i dati elaborati da FondItalia riportano ancora un maggior ricorso alle lezioni in aula. Nell’ultimo anno considerato, infatti, quasi 98 mila ore di formazione sono avvenute in aula, contro le 95 mila a distanza. La modalità training on the job (apprendimento sul campo) ha prodotto 2.387 ore di formazione, prevedibilmente basso l’appeal di convegni, workshop e presentazioni di prodotti o servizi organizzati per appena 62 ore formative su 195.385.

Il destinatario tipo dei progetti formativi è prevalentemente maschio (61%), di età compresa tra 40 e 49 anni. La presenza femminile si attesta solo al 39%. Su un totale di 13.792 destinatari che hanno già completato le attività formative, ovvero il 66% del totale dei destinatari previsti nel 2021, infatti, gli uomini sono 8.373 mentre le donne si fermano a 5.419. La maggior parte di essi ha all’attivo un diploma di Scuola Media Superiore (41%), seguiti dai possessori di licenza media (27%) mentre è ridotta la porzione dei laureati (12%).

Un punto di riferimento importante per le aziende

La fotografia scattata da FondItalia, per quanto concerne la tipologia di impiego, vede al 1° posto gli operai generici (7.617 di cui 5.097 uomini), seguiti dagli impiegati amministrativi con una presenza femminile superiore a quella maschile (2.000 donne contro 1.542 uomini) e, al 3° posto, gli operai qualificati (1.454 uomini a fronte di 718 donne). Ridotta la partecipazione dei quadri (137 uomini e 45 donne), mentre per lo scalino più alto, quello della dirigenza, a fronte di 32 uomini la presenza femminile è inesistente, a riprova di quanto questo ruolo sia ancora appannaggio di poche elette.

Nonostante la pandemia, la formazione in aula si conferma, anche se per poco, la modalità maggiormente richiesta (51% del monte ore) anche se è sempre stata ammessa la teleformazione, conforme ai provvedimenti emanati dalle competenti autorità ai fini del contenimento del contagio dal virus COVID-19. Afferiscono a questa voce, le ore erogate nella tipologia “a distanza sincrona e tracciabile”, del tutto assimilata alla modalità in presenza.

FondItalia rappresenta un riferimento importante per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimpresesottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia – promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti. Anche quest’anno abbiamo previsto l’abolizione permanente dell’apporto proprio, ossia il cofinanziamento da parte delle imprese che optino per aiuti di importanza minore. Abbiamo messo in campo, inoltre, nuove risorse per favorire la ripresa delle imprese nell’ottica di promuovere l’innovazione attraverso la realizzazione di nuove metodologie organizzative e produttive. FondItalia, inoltre, ha sempre mirato ad offrire adeguata assistenza alle imprese per mettere a punto percorsi formativi in grado di sostenere l’occupazione dei lavoratori e per favorire una ripartenza del sistema produttivo del Paese”.

Le aree prioritarie, definite dal Comitato Tecnico Scientifico del Fondo, sono: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione; sviluppo delle abilità personali; introduzione di elementi di innovazione tecnologica; promozione della conoscenza del contesto lavorativo; diffusione delle competenze linguistiche; supporto all’internazionalizzazione e green economy.


La graduatoria del VI sportello, chiuso lo scorso 15 ottobre, sarà resa nota il 24 novembre 2021 mediante pubblicazione sul sito www.fonditalia.org.

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