Flessibilità oraria per circa la metà degli impiegati europei. Lo stesso trend si registra in Italia, dove sono i famosi “colletti bianchi” a godere di maggior libertà. La metà degli impiegati intervistati – in Italia il 52% – dice che tenere traccia delle ore di lavoro aiuta a mantenere un buon equilibrio tra lavoro e vita privata.
Questo è quanto emerso da un recente studio di SD Worx, che ha intervistato circa 5.500 dipendenti di dieci Paesi europei, inclusa l’Italia, per ottenere una panoramica generale sulla gestione degli orari di lavoro.
Come va la flessibilità oraria in Europa
In media, il 53% dei dipendenti europei ha dichiarato di godere di un orario flessibile. I Paesi con maggiore flessibilità oraria sono Finlandia, Germania e Paesi Bassi. La Spagna è la meno accomodante (41%), mentre in Italia quasi 5 gli impiegati su 10 (46,8%) possono godere di orari flessibili sul posto di lavoro.
La flessibilità nella scelta del luogo e dell’orario di lavoro è un po’ meno comune. La metà dei dipendenti olandesi sceglie dove (50%) e quando (47%) lavorare. Il che è considerevolmente più alto della media europea (39% sia per il luogo che per l’orario). L’Italia risulta essere abbastanza conservatrice: circa il 40% degli intervistati non può scegliere né dove né quando lavorare. Dietro di noi solo la Spagna.
Parola d’ordine libertà
Oggi, più che mai, i dipendenti desiderano libertà nell’organizzazione della loro vita privata e del lavoro. La flessibilità rappresenta quindi per le aziende un elemento fondamentale per attrarre e mantenere i dipendenti. Per oltre la metà degli impiegati europei, tenere traccia delle ore di lavoro aiuta. Questo vale in particolare per i dipendenti olandesi (63%), seguiti dai norvegesi e tedeschi (57%). In generale, questi ultimi sono in testa (82%) nel tracciamento delle ore lavorative. La Svezia (78%) e l’Italia (77%) seguono da vicino, mentre la Francia registra di meno il numero di ore lavorate (43%).
Attenzione alle mail fuori orario
La flessibilità oraria non è sempre facile da gestire. In Europa, il 41% degli intervistati dichiara di controllare le e-mail o di rispondere alle telefonate lavorative anche dopo l’orario di lavoro. In Norvegia, questo dato sale al 56%, mentre in Germania solo 3 dipendenti su 10 controllano sporadicamente telefoni o e-mail di lavoro dopo l’orario. L’Italia si allinea allo standard europeo con oltre il 41% che non stacca mai in modo definitivo. Se consideriamo gli straordinari, la Francia è il leader (56%), seguita dal Belgio (53%) e dai Paesi Bassi (53%). Anche l’Italia è abbastanza stakanovista: quasi il 42% degli intervistati che dichiara di lavorare solitamente oltre l’orario standard.
“Oramai siamo tutti consapevoli che un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è vitale per la motivazione del personale e, conseguentemente, per migliorare l’attaccamento all’azienda – dichiara Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx Italy -. Come buoni allenatori, i manager hanno un ruolo importante da svolgere. Se il carico di lavoro risulta alto, possono fare tempestivamente aggiustamenti alla pianificazione del lavoro e prevenire il burnout del loro team”.