Tutte le incognite del contact center Inps

Le contraddizioni insite nelle possibili azioni dell’Inps sull'internalizzazione dei propri contact center preoccupano sindacati e associazioni

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Contact center Inps: critiche dai sindacati

Dal 1 dicembre 2022, il processo di internalizzazione del contact center Inps sarà affidato alla società in house Inps Servizi spa.

Un processo confuso e ambiguo che rischia di creare danni sistemici nel breve, nel medio e nel lungo termine, alle aziende, alle lavoratrici e ai lavoratori e quindi, in ultima analisi, allo Stato.

Danni che, secondo Assocontact (Associazione Nazionale dei Business Process Outsourcer), arrivano a causa di errori e sottovalutazioni che potrebbero mettere seriamente a rischio stipendi e pensioni dei lavoratori dell’ente.

“Il presidente Tridico ha dato rassicurazione alle Organizzazioni Sindacali sul comportamento che le aziende uscenti dovrebbero tenere in merito alla questione del mancato preavviso dei lavoratori dimissionari – spiega il vice presidente di Assocontact Davide Natale -. Le parole di Tridico, però, arrivano senza che vi sia stata alcuna interlocuzione formale e strutturata con le aziende. Senza un accordo messo nero su bianco, ma solo con generici impegni e vacue promesse”.

I rischi per i lavoratori del contact center Inps

“A ciò si aggiunge la certezza che il passaggio delle lavoratrici e dei lavoratori dal settore privato alla società in house di INPS avverrà a condizioni retributive e lavorative nettamente inferiori a quelle attuali – continua Natale -. Non saranno riconosciuti né scatti di anzianità né superminimi; non sarà ripristinato l’art.18; non ci saranno consolidamenti orari. In pratica, tutti i diritti acquisiti in decine di anni di lavoro saranno azzerati nel passaggio a Inps Servizi. L’internalizzazione del contact center Inps, così come si sta realizzando, fa a pezzi i valori rappresentati dalla Clausola Sociale, cosa che nessun operatore privato avrebbe mai immaginato”.

Resta infine il giudizio complessivamente negativo su tutta l’operazione di internalizzazione. Un’operazione che priva il mercato di risorse importanti, che impoverisce di competenze e professionalità le aziende private. I percorsi virtuosi, ribadisce Assocontact, dovrebbero tenere insieme il meglio del settore pubblico e il meglio del settore privato e non metterli in competizione.

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