Le tendenze di un futuro “people first”

Personio analizza i trend HR del 2023, offrendo spunti progettuali per migliorare la collaborazione tra persone nelle aziende.

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Approccio people first alle hr secondo Personio

Perché parlare una gestione people first? Nel contesto di forte cambiamento che stiamo vivendo, i professionisti delle risorse umane hanno assunto un ruolo centrale, contribuendo in maniera sempre più rilevante al successo aziendale.

Come ha rivelato l’ultimo studio sulle risorse umane di Personio, realizzato in collaborazione con Opinium a novembre 2022, il 45% dei dipendenti desidera cambiare lavoro in sei o 12 mesi. Il 36% afferma che la propria produttività è rallentata a causa di troppi strumenti digitali, mentre il 37% dei professionisti delle risorse umane afferma di non disporre dei dati e delle conoscenze per supportare al meglio la propria organizzazione. Di seguito le sfide e i temi caldi per il futuro.

Employee Experience

Che si tratti di affrontare la crisi legata alla situazione economica o di mantenere alto il coinvolgimento del personale, il 2023 sarà decisivo. In questo contesto, l’employee experience rappresenterà un fattore chiave per il successo delle imprese, con i risultati aziendali sempre più legati alla soddisfazione dei dipendenti.

Le direzioni HR saranno chiamate a fornire ai team strumenti per valutare sia le esigenze di organizzazione del lavoro specifiche del proprio settore, sia le aspettative e le esigenze individuali delle persone. Con l’obiettivo di creare nuovi equilibri e modelli lavorativi che garantiscano produttività e coinvolgimento.

HR Analytics

Disporre di dati corretti è fondamentale per migliorare il business, soprattutto in un periodo di contrazione economica. Secondo l’HR Study di Personio, gli “HR data” saranno particolarmente rilevanti per consentire di prendere decisioni informate. I dati forniscono infatti informazioni su come evolvono i comportamenti lavorativi delle persone in termini di gestione del tempo, modalità di collaborazione, coordinamento, condivisione delle informazioni ed engagement. Il people first, dunque, richiede la conoscenza dei dati, sotto forma di numeri o altre informazioni. È fondamentale raccogliere questi insight con regolarità e definire i giusti KPI (Key Performance Indicators).

“Per avviare e controllare i processi HR in modo mirato, i responsabili hanno bisogno di un database valido e affidabile – commenta Ross Seychell, Chief People Officer di Personio -. Nel 2023 ci sarà spesso la necessità di prendere decisioni, talvolta difficili, in tempi brevi. Le risorse umane avranno quindi la necessità di accedere alle informazioni e ai report più rilevanti con grande rapidità”.

Strategie mirate per i talenti

Il mercato per l’acquisizione dei talenti al momento è più competitivo che mai. L’obiettivo primario consiste nell’individuare e allocare le risorse in maniera tale che la loro combinazione assicuri il vantaggio competitivo di una organizzazione. La gestione dei talenti può esercitare un impatto significativo sulle performance aziendali. In questa prospettiva risulta quindi particolarmente rilevante il ruolo delle risorse umane.

“Nel 2023 il successo dipende da una strategia più ampia e incentrata principalmente su tre elementi: talent acquisition, ridistribuzione delle risorse e recruiting creativo. Nel 2023 ci si concentrerà di più sulla retention dei talenti che sulle assunzioni. Forse l’attenzione sarà più rivolta al processo di onboarding che a quello di selezione”, spiega Seychell.

Sempre più lavoro ibrido

Gli esperti si aspettano che le imprese si concentrino soprattutto sull’aumento della flessibilità prevista dalle policy di Smart Working delle varie organizzazioni e paesi. Ampliando e perfezionando il modello di lavoro ibrido, fondamentale nei prossimi mesi.

“Le imprese hanno passato gli ultimi due anni a riflettere su come affrontare il modello di lavoro ibrido, ora devono metterlo in pratica, adottare una strategia e farla diventare parte della routine. Soprattutto si tratta di comprenderne l’impatto su produttività, leadership e argomenti come pregiudizi sociali e avanzamento di carriera”, commenta ancora Seychell.

People first con l’inclusione

Oggi più che mai, le imprese sono chiamate a rendere concreto un cambiamento sostenibile e duraturo. Nel 2023 questi aspetti saranno sempre più rilevanti nel soddisfare le esigenze di un numero ancora maggiore di categorie di dipendenti. Gli approcci dovranno essere flessibili e adatti alle diverse esigenze dei dipendenti.

Secondo Seychell: “Per mettere in atto con successo una strategia DEI, è importante pensare ai dipendenti come se fossero dei viaggiatori. Quando vengono assunti hanno necessità diverse rispetto a cinque anni dopo, quando sono sposati e hanno figli. Le aziende devono chiedersi: stiamo rispondendo alle esigenze di ogni circostanza della vita dei nostri dipendenti?”.

Il “bene” nel benessere

Nel 2023 il wellness non potrà che crescere d’importanza, con un chiaro passaggio a un approccio personalizzato. La salute, in particolare quella mentale, è un valore profondo per le persone, quindi le aziende più smart sapranno coinvolgere i collaboratori nella definizione di iniziative mirate anche al monitoraggio dei rischi di overwork e burnout.

“Le aziende che prendono le decisioni giuste quando le risorse scarseggiano, si distinguono dalla massa e aumentano coinvolgimento, produttività e fedeltà a lungo termine. Nel momento in cui le risorse sono limitate farà la differenza soprattutto il dove e il come vengono distribuite”, spiega Seychell.

Spazio ai nuovi leader

In un mondo del lavoro che si presenta sempre più sfaccettato e complesso, non solo la direzione HR ha un ruolo centrale, ma lo hanno anche i leader che devono capire come guidare i collaboratori nel cambiamento. Da qui la necessità di ripensare i modelli di leadership. Chiedere e ricevere feedback fa certamente la differenza nella gestione del personale, così come avere a disposizione dati e informazioni al fine di comprendere meglio le prestazioni e le prospettive dell’azienda e trasferirle ai dipendenti.

Secondo lo studio di Personio, in Italia solo il 56,1% dei dipendenti dichiara di avere fiducia nella leadership. Questo dato suggerisce la necessità di investire maggiormente nel management, in particolare sulle competenze di leadership in un mondo sempre più ibrido.

La cultura d’impresa

Una sfida molto importante per i responsabili dell’ufficio risorse umane che vogliono essere people first è mantenere un rapporto di trasparenza e fiducia tra azienda e dipendenti. Costruendo questo rapporto, tutti comprendono ciò che l’azienda si aspetta da loro.

La propagazione di una buona cultura organizzativa di cui tutti comprendono la mission, la vision, i valori e gli obiettivi è fondamentale affinché i dipendenti siano coinvolti. Questa divulgazione dovrebbe avvenire attraverso relazioni dirette tra colleghi e superiori e anche attraverso i canali di comunicazione ufficiali.

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