Burnout: l’importante è prevenirlo

La salute psicologica è una priorità sul luogo di lavoro ma, nonostante questo, i casi di “burnout” crescono e vengono affrontati a livello individuale sulla base dei sintomi e non delle cause, senza adeguati interventi sui processi aziendali. Healthy Virtuoso ha individuato 7 azioni di prevenzione per evitarlo

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Prevenire il burnout dei dipendenti

di Cleopatra Gatti |

La recente indagine “Addressing employee burnout: Are you solving the right problem?” condotta da McKinsey Health Institute ha rilevato che quattro direttori delle risorse umane su cinque reputano la salute psicologica delle risorse della propria organizzazione una priorità assoluta.

Stanchezza, ridotta capacità di regolare i processi cognitivi ed emotivi, distanziamento mentale, ansia e depressione sono tra i sintomi più comuni accusati sul luogo di lavoro e tra le cause principali che portano al burnout dei dipendenti.

Partire dalla cause

Questa sindrome, in rapido aumento, è definita come occupazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è caratterizzata da uno squilibrio cronico tra le richieste di lavoro (ad esempio, pressione del carico di lavoro e ambiente di lavoro povero) e le risorse lavorative (ad esempio, autonomia lavorativa e relazioni di lavoro di supporto). Nonostante il crescente interesse nei confronti della materia, la maggior parte dei datori di lavoro, però, focalizza la propria attenzione su interventi a livello individuale che risolvono i sintomi ma non le cause del burnout dei dipendenti.

Questo perché ritengono che la sindrome da burnout sia una faccenda di carattere personale, ovvero della risorsa che la contrae, e non di carattere aziendale. “I datori di lavoro devono considerare il burnout come un campanello d’allarme: sin dal primo caso, l’organizzazione (e non il dipendente) deve intraprendere un percorso di cambiamento sistematico radicale volto a ripensare il lavoro, le aspettative delle risorse e l’ambiente dal punto di vista dei processi organizzativi” è il commento di Andrea Severino, Ceo e co-founder di Healthy Virtuoso.

La piattaforma si occupa del miglioramento dello stile di vita dei dipendenti che, dal 2017, anno del suo lancio sugli store Apple e Android, conta oltre 200mila download. “In questi anni abbiamo riscontrato che sintomi come senso di frustrazione, difficoltà nel prendere decisioni e nel pensare in modo chiaro, preoccupazione costante e tendenza all’isolamento sono sintomi frequenti nei dipendenti a rischio burnout. Incentivare uno stile di vita salutare tra le proprie persone è l’unica arma per prevenire tale sindrome e correlati”, afferma invece Nicola Tardelli, co-founder di Healthy Virtuoso.

Come prevenire il burnout

Dal 2017 Healthy Virtuoso, utilizzata già da oltre 70 aziende tra cui Intesa, Kpmg, American Express e Prysmian, propone soluzioni alle cattive abitudini dei dipendenti. Promuovendo un nuovo paradigma di wellbeing e welfare aziendale basato sul lancio di “health challenge” con cui i colleghi si sfidano, guadagnano punti, vincono premi e prendono parte ad iniziative di beneficenza.

Ecco, allora, 7 attività di prevenzione individuate da Healthy Virtuoso per evitare il burnout dei propri dipendenti:

  1. Educazione al benessere: webinar, articoli, newsletter, conferenze e altri mezzi di divulgazione volti ad educare i dipendenti all’attuazione di un corretto stile di vita possono fare la differenza. Ad esempio, un podcast come “Qual è la differenza tra stress e burnout?” può aiutare i dipendenti a riconoscere un problema medico.
  2. Check up: controlli periodici personalizzati possono aiutare i dipendenti ad acquisire maggiore consapevolezza sul proprio stato di salute, prima che si verifichi l’insorgere di eventuali problemi fisici o psicologici.
  3. Engagement aziendale: competizioni digitali, obiettivi, sfide e giornate di allenamento outdoor possono incentivare i dipendenti a muovere i primi passi nel mondo della prevenzione, aumentando contestualmente la coesione tra persone e lo spirito di appartenenza all’azienda.
  4. Sport in ufficio (o a casa): corsi di yoga, sessioni di stretching e allenamenti incentivati durante la pausa pranzo consentono ai dipendenti di ritagliare uno spazio esclusivamente dedicato all’attività fisica durante le ore lavorative senza toccare il resto della giornata.
  5. Consulenze con professionisti qualificati: il confronto diretto con nutrizionisti, psicologi e altri professionisti può aiutare le persone a mantenere uno stile di vita salutare costante.
  6. Programmi di incentivazione e premialità: premiare con voucher, premi e giorni di ferie chi, all’interno dell’azienda, si impegna quotidianamente ad affrontare uno stile di vita salutare può offrire una giusta motivazione alle persone per sposare nuove buone abitudini.
  7. Survey di clima e ascolto: distribuire questionari ad hoc può aiutare i direttori delle risorse umane a conoscere le reali esigenze dei propri collaboratori e le loro necessità e a costruire percorsi di benessere personalizzati.

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