Una cultura della sicurezza è possibile

Espresso Communication individua consigli per invertire il trend europeo e amplificare la sensibilizzazione sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro

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Cultura della sicurezza

In Italia nel 2023 sono già oltre 300 le vittime sul lavoro: è possibile invertire il trend, passando in primis dalla promozione di una cultura della sicurezza?

A questo proposito, una serie di consigli utili da parte degli esperti del settore. Dall’analisi degli incidenti del passato alla manutenzione preventiva fino all’organizzazione di eventi utili a sensibilizzare lavoratori e cittadini. “La sicurezza si applica con la stessa forza all’individuo, alla famiglia, al datore di lavoro e agli affari. La sicurezza, nel suo senso più ampio, riguarda la felicità e la libertà del genere umano”.

Le parole di William Martin Jeffers, ex presidente di una delle più grandi compagnie ferroviarie americane, mettono in risalto un concetto che, secondo le ricerche effettuate sulle principali testate internazionali del settore da Espresso Communication, assume ancora più importanza nella contemporaneità.

Quanto manca la cultura della sicurezza

Le prime conferme in merito giungono dal portale Medium. Negli Usa, il 96% dei leader d’impresa mette la sicurezza dei propri dipendenti al primo posto. In Europa, invece, secondo un report stilato dall’European Trade Union Institute, un professionista su 4 (25%) ritiene che la propria sicurezza sia a rischio all’interno del workplace di appartenenza.

E in Italia? L’Unione Sindacale di Base e di Rete Iside fa il punto della situazione. Il 2023, a oggi, conta oltre 300 vittime sul posto di lavoro. Entrando più nel dettaglio, la Lombardia risulta la regione con il numero più alto di perdite (43), seguita dalla Campania (2° con 35) e dal Veneto (3° con 32). Inoltre, ogni anno muoiono di lavoro più di 1000 uomini e donne.

Come invertire il trend?

Il viaggio alla scoperta dell’universo safety addicted inizia con Tommaso Barone, HSE Advisor e Safety Coach. “Negli ultimi 25 anni ho messo in sicurezza più di 800 aziende e 350 istituzioni pubbliche e scolastiche in tutto il territorio nazionale, grazie alle competenze e ai riconoscimenti acquisiti nel corso degli anni. La sicurezza è un investimento. A mio modo di vedere, dovrebbe essere il pilastro fondante di ogni impresa di successo e non è un caso che sia anche un tema sotto tutela da parte della legge italiana. Al giorno d’oggi, considerando anche i ritmi frenetici a cui sono sottoposti quotidianamente i singoli soggetti, risulta imprescindibile promuovere una vera e propria cultura della sicurezza che coinvolga l’intera popolazione aziendale. Per questo organizzo corsi e master specializzati al fine di migliorare le competenze di leader d’impresa e professionisti anche dell’ambito scolastico perché la sicurezza non è soltanto un concetto, ma un valore il cui significato deve essere necessariamente diffuso ed insegnato sin dalla più giovane età”. 

Ulteriori indicazioni, partendo da un punto di vista più tecnico, vengono elaborate da Kone, multinazionale specializzata nella realizzazione di ascensori e scale mobili. Secondo Luca Romano, Safety Manager di KONE Italia, “realizzando prodotti che hanno il compito di garantire la migliore esperienza di People Flow, abbiamo l’obbligo di prestare attenzione ad ogni minimo dettaglio. Ciò significa, in primis, promuovere una cultura aziendale fondata sul concetto di sicurezza e mettere i nostri tecnici nelle migliori condizioni lavorative possibili. Fornendo loro tutta l’attrezzatura necessaria al fine di svolgere il loro operato al meglio. In questo modo possono realizzare innovazioni in linea con le esigenze quotidiane, capaci di governare i diversi flussi di cittadini in tutta sicurezza”.

10 consigli pratici per aumentare la sicurezza

Ecco, quindi, i 10 consigli per invertire il trend europeo e amplificare la cultura della sicurezza nel mondo del lavoro:

  1. Promuovere la conoscenza della tematica e di tutto quello che può essere relazionato ad essa già all’interno delle scuole;
  2. Organizzare corsi con lezioni teoriche e case history pratiche per giovani professionisti e lavoratori più esperti al fine di motivarli;
  3. Analizzare eventuali incidenti del passato per comprendere l’errore e, di conseguenza, apportare le dovute modifiche;
  4. Valutare con estrema precisione ogni tipologia di azienda o ambiente di lavoro, perché il documento di valutazione dei rischi varia in base ai singoli workplace;
  5. Essere proattivi per permettere a tutti di migliorare costantemente il livello di sicurezza delle proprie aziende di appartenenza;
  6. Coinvolgere la collettività, ovvero l’intero team operativo e dirigenziale per amplificare a 360° la cultura della sicurezza;
  7. Assicurarsi che i lavoratori siano dotati dei mezzi, delle protezioni e degli strumenti necessari al fine di svolgere il proprio mestiere nel migliore dei modi;
  8. Effettuare manutenzione preventiva, estremamente efficace al fine di evitare incidenti di natura strutturale o qualsiasi tipologia d’imprevisto;
  9. Abbracciare la digitalizzazione e le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, che possono essere un valido alleato per i sistemi di safety presenti;
  10. Organizzare eventi o iniziative all’interno di edifici dal forte legame con il territorio per coinvolgere la popolazione e sensibilizzarla sul concetto di sicurezza.

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