Diventare lavoratori sportivi fa bene. Chi inizia a fare sport prova maggiore benessere generale (86,1%), riduzione dello stress (56,1%) e miglioramento della performance lavorativa (13%).
Se poi è l’azienda a offrire la possibilità di frequentare palestre e centri sportivi a prezzi agevolati e nelle vicinanze di casa e ufficio, ecco una migliore percezione della stessa per il 55,5% degli intervistati. È quanto emerge da “Wellbeing & Corporate”, l’Osservatorio di Fitprime nato per misurare il benessere dei lavoratori ai quali cui vengono offerti abbonamenti agevolati a palestre e centri sportivi.
Il benessere che piace ai dipendenti
Sul campione dei dipendenti di oltre 100 aziende di medie e grandi dimensioni, le donne tendono a cogliere l’opportunità con un leggero slancio in più rispetto ai colleghi uomini: 52% vs 48%. I più frequenti utilizzatori sono impiegati (45,1%), colletti blu (32,0%), manager (15,5%), dirigenti (3,2%) e altro (4,2%). Tra le città, Roma e Milano sono le capolista.
Più in generale, il 53% dei lavoratori sportivi risiede al Nord, il 44% al Centro e il 3% al Sud o nelle isole. Interessante notare come anche le città di provincia rappresentino una sorta di “fortino” dell’allenamento con queste condizioni agevolate. Tra maggio 2022 e maggio 2023, su 700.000 ingressi in palestra monitorati da Fitprime Places, dopo Roma e Milano le province più attive sono state Belluno, Torino, Napoli, Bologna, Cagliari, Treviso, Brescia, Firenze e Lecce.
Cosa convince i lavoratori sportivi
Gli elementi che più hanno influenzato i lavoratori sono per il 61,7% il risparmio (meno 60% rispetto a un costo medio in città). E per il 25,8% la flessibilità o comodità. Una caratteristica della piattaforma Fitprime è proprio quella di raggruppare più centri sportivi e palestre in uno stesso abbonamento, ampliando gamma e numero delle strutture accessibili.
I dati rilevati dall’Osservatorio “Wellness & Corporate” sembrano infine sfatare il tema dell’abitudinarietà dei lavoratori sportivi. Il 31,1% degli intervistati ha dichiarato di frequentare diversi centri sportivi. La maggioranza (il 53,7%) ne usa uno vicino a casa, mentre il 15,3% va in un impianto vicino all’ufficio. Tra le attività più gettonate vi sono al 46,8% la sala pesi, al 31,1% i corsi fitness, al 34% i corsi di pilates e yoga e per il 15% a pari merito nuoto e crossfit.
Inoltre, chi era già abituato a fare sport ha tratto un vantaggio da questo benefit. Il 58,3% degli intervistati ha dichiarato i di essere diventato più costante nell’allenamento. Poco meno del 10% ha dichiarato di aver scoperto nuove discipline sportive o di centri che prima non conosceva.
Sport come leva di well-being complessivo
L’Osservatorio ha cercato di analizzare anche i diversi ambiti della vita quotidiana individuale e della collettività. L’attività fisica è per la maggior parte degli intervistati (86,1%) fonte di un più alto livello di benessere nella propria vita. Il 36,8% dice addirittura che riesce ad affrontare la quotidianità con più serenità. Il 15% dichiara di ammalarsi meno frequentemente da quando svolge attività sportiva e il 13,2% di essere più produttivo sul lavoro.
Si inizia a riscontrare anche un miglioramento dell’attenzione verso aspetti nutrizionali o psicologici. Il 54,7% dei dipendenti intervistati dichiara di dedicare la stessa attenzione ad allenamento e alimentazione anche senza essere seguito da un professionista. E solo il 26,3% dice invece di non dedicarle la stessa cura. Il 18,9% è seguito da un nutrizionista e di questi il 4,2% ha iniziato a utilizzare i professionisti offerti, tramite benefit, dall’azienda.
Analogamente, il 50,8% delle persone dichiara di prendersi cura del proprio benessere mentale, ma senza andare da uno psicologo. Il 39,5% ammette invece di non dedicare la stessa cura e la percentuale di persone che segue un percorso di terapia è invece del 9,7%.