In che modo la firma digitale può supportare le risorse umane?
L’introduzione del lavoro da remoto ha senza dubbio movimentato e mutato il mercato aziendale. Questo ovviamente ha reso necessario ripensare le proprie pratiche, grazie all’impiego di strumenti tecnologici per facilitare la propria quotidianità.
Le necessità del comparto vengono confermate anche dall’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano. Rispetto al 2021, nel 2022 gli investimenti in strumenti digitali per il settore HR siano aumentati del 15% in quasi la metà delle aziende.
Nello specifico, le imprese italiane investono soprattutto in employee engagement, comunicazione interna, formazione e digitalizzazione dell’onboarding. Obiettivo, preservare e trattenere sia le risorse già all’interno dell’organizzazione sia i neo assunti.
Supporto alla firma digitale
Intesa (Kyndryl), CA accreditata presso AgID e qualificata dal 2017 come Trust Service Provider secondo il regolamento eIDAS, ha creato il digital transaction management Intesa Sign, in grado di gestire workflow di firma anche molto complessi.
Ecco come lo strumento della firma digitale può supportare le HR:
- Efficientare l’onboarding: firmare le pratiche per l’assunzione o i moduli privacy in modo veloce e sicuro, eliminando l’uso di carta e riducendo lo spazio di archiviazione senza compromettere la sicurezza.
- Ottenere velocemente qualsiasi firma necessaria: nell’epoca del remote working, la firma elettronica consente di ottenere in modo rapido firme a norma di legge da parte di tutta la popolazione aziendale, che si trovi in Italia o all’estero.
- Semplificare i processi interni: la firma elettronica rappresenta uno dei punti di partenza per la raccolta e la messa a sistema di dati che, se integrati correttamente, possono fornire insight importanti sull’andamento dell’azienda e supportare decisioni data-driven.