di Cleopatra Gatti |
I datori di lavoro sanno che i benefit sono fondamentali per attrarre, coinvolgere e trattenere i talenti.
Ma se il mondo del lavoro si è trasformato drasticamente negli ultimi anni, le aziende non sempre hanno innovato e trasformato i benefit di pari passo. I datori di lavoro sono pronti a soddisfare le esigenze emergenti dei dipendenti? Danno ai dipendenti ciò che vogliono realmente?
Alight ha intervistato lo scorso anno sia datori di lavoro che dipendenti in tutta Italia per conoscere le loro opinioni sui benefit e scoprire quanto i rispettivi punti di vista differiscono. I risultati indicano che esistono ampie opportunità per le aziende di ridefinire i benefit e valorizzare i propri programmi.
La ricerca ha evidenziato una differenza tra le opinioni dei datori di lavoro e dei dipendenti circa le aree in cui si avverte maggiormente l’esigenza di benefit e su come vengono comunicate. Inoltre, quasi la metà dei dipendenti italiani ritiene che una comunicazione coerente e costante sarebbe essenziale per comprendere meglio i benefit a disposizione. Mentre quasi tre quarti dei datori di lavoro ritengono che la comunicazione sui benefit sia già efficace. Per ridurre il divario e attenuare le discrepanze, i datori di lavoro devono migliorare la comunicazione. Per supportare meglio i lavoratori, devono porre le domande giuste e, se possibile, agire in base al loro feedback.
Queste intuizioni sono fondamentali per creare un programma di benefit a prova di futuro, che non soddisfi solo le aspettative attuali ma che colga anche le opportunità ulteriori. Di seguito uno sguardo ai risultati più significativi della ricerca.
Lacuna di comprensione
Il 57% dei datori di lavoro afferma di offrire ai dipendenti l’opportunità di selezionare i benefit più adatti alle loro esigenze. Solo il 39% dei dipendenti concorda su questo punto. Alcuni benefit hanno implicazioni fiscali, come ad esempio gli stipendi flessibili che spesso si traducono in sacrifici sulla pensione di cui spesso i dipendenti non sono consapevoli. Solo il 43% degli intervistati ha un livello elevato di comprensione di come funzioni il sistema pensionistico nazionale.
Pertanto, i datori di lavoro dovrebbero cercare di assicurare una migliore formazione in queste aree e spiegare perché alcuni benefit potrebbero non essere disponibili. Inoltre, l’83% dei datori di lavoro ritiene che le preferenze dei dipendenti siano cambiate negli ultimi due anni. Ma solo il 56% dei dipendenti concorda su questa affermazione.
Comunicazione più chiara e regolare
Il 73% dei datori di lavoro ha dichiarato che i benefit aziendali per i dipendenti sono comunicati in modo chiaro, ma solo il 53% dei dipendenti è d’accordo. In effetti, quasi la metà (47%) vorrebbe una comunicazione continua sui benefit e sui relativi aggiornamenti e non solo nel momento in cui un benefit viene introdotto.
Da segnalare anche che il 63% dei datori di lavoro afferma che la propria azienda offre vantaggi sostanziali oltre a quelli richiesti dalle normative locali, ma solo un terzo (33%) dei dipendenti è d’accordo. Anche in questo caso, ciò può essere dovuto a una mancanza di comunicazione da parte del datore di lavoro e a una mancanza di conoscenza da parte del dipendente. Ad esempio, alcuni dipendenti potrebbero non essere consapevoli del fatto che alcuni benefit, come le bevande gratuite in ufficio, non sono obbligatori per legge.
La differenza più notevole tra gli investimenti aziendali e le esigenze dei dipendenti è l’importanza che datori di lavoro e dipendenti attribuiscono al benessere finanziario. Attualmente, quest’area è al sesto posto tra i datori di lavoro, mentre i dipendenti la classificano al secondo. Quasi la metà degli intervistati si è mostrata interessata a ricevere consigli dal datore di lavoro su come gestire i risparmi previdenziali. Ciò rafforza il desiderio di ricevere supporto in materia finanziaria tra i dipendenti.
Ruolo chiave dei benefit
I programmi di benefit non sono semplicemente qualcosa che “sarebbe bello avere” o un insieme di obblighi legali da soddisfare. Dalla ricerca di Alight è emerso che i benefit svolgono un ruolo chiave nell’attrarre e nel trattenere i talenti. Le aziende che costruiscono i loro programmi in modo da renderli dinamici e personalizzati in base alle mutevoli esigenze dei dipendenti otterranno un vantaggio competitivo inestimabile.
Implementando nuove piattaforme di benefit e sfruttando pratiche di comunicazione corrette, è possibile massimizzare il ritorno sull’investimento e soddisfare le esigenze in evoluzione dei dipendenti. Inoltre, l’interesse per il loro benessere fisico, mentale e finanziario mostrerà ai dipendenti attuali e potenziali che il datore di lavoro comprende le difficoltà della vita moderna e li sosterrà.
COME MIGLIORARE IL PROGRAMMA BENEFITI datori di lavoro devono sfruttare gli insight dei dipendenti per aumentare il successo dei programmi di benefit. Ecco tre strategie basate sui dati che possono essere utilizzate per migliorare i benefit e massimizzare il ritorno sull’investimento. 1 | Sondaggi, workshop e analisi dei dati interniPer ridurre il disallineamento tra le priorità dei datori di lavoro e quelle dei dipendenti si possono condurre dei sondaggi anonimi, che consentano ai dipendenti di condividere esigenze e desideri, i datori di lavoro possono anche organizzare workshop sui benefit dove discutere delle aree carenti e chiarire i benefit esistenti. Questo approccio incentrato sulle persone promuove il coinvolgimento e la fidelizzazione dei dipendenti. Inoltre, una piattaforma per la gestione delle risorse umane semplificherebbe la raccolta e l’analisi dei dati con modalità sicure e conformi alle normative. Attraverso insight, dati e utilizzando un portale di analisi, è possibile migliorare i risultati dell’azienda. 2 | Comunicazioni omnicanaleIl 57% dei dipendenti italiani afferma di avere una comprensione chiara dei benefit. Questo significa che i mezzi e le strategie di comunicazione devono essere migliorati e i datori di lavoro devono continuare a comunicare con i giusti mezzi. Ad esempio, alcuni dipendenti potrebbero preferire un’app per gestire o visualizzare i benefit per evitare che informazioni preziose vadano perse. Altri invece la messaggistica. Le comunicazioni omnicanale consentono ai datori di lavoro di interagire con i dipendenti basandosi sulle loro preferenze individuali. 3 | Consulenza fiscale e supporto finanziarioI dipendenti hanno espresso un interesse per il benessere finanziario e i datori di lavoro devono inserire questo punto tra le principali priorità di investimento. Dovrebbero scoprire le aree fiscali specifiche in cui i dipendenti cercano supporto e implementare benefit corrispondenti. Come la consulenza gratuita sui mutui o il supporto di un gestore patrimoniale o di un esperto di investimenti. Un esempio di benefit raramente offerto, che sta diventando invece popolare, è l’accesso allo stipendio maturato (Earned Wage Access). Ciò significa retribuire i dipendenti nel momento in cui maturano lo stipendio e non alla fine di ogni mese. Offrendo loro il denaro necessario per superare le avversità o i mesi “difficili”. |