Back to work blues: come superarlo?

L’alleanza tra intelligenze (umane e artificiali) può aiutare il management ad aumentare il coinvolgimento delle persone e a rendere lo spazio di lavoro un luogo piacevole

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Back to work blues: i suggerimenti Glickon

Il back to work blues coinvolge il 70% dei lavoratori: come renderlo più sostenibile? Glickon ha tracciato una mappa di suggerimenti mettendo in dialogo AI e fattore umano.

I motivi di questa malinconia sono molteplici. In particolare, il 40% degli intervistati dichiara di trovarsi in spazi di lavoro non sostenibili sia in termini di workload sia di relazioni tra i colleghi. Non c’è quindi da stupirsi se, durante le vacanze, circa il 30% abbia meditato di lasciare il proprio posto o di abbandonare un approccio votato alla dedizione totale al lavoro.

Back to work blues: cosa può fare l’AI?

In questo scenario, l’AI applicata alle HR può aiutare le organizzazioni a portare avanti una cultura dell’ascolto capace di generare engagement e benessere, per esempio tramite survey. E a prendere decisioni informate sui propri talenti, grazie alla raccolta e all’analisi di dati attivi (feedback qualitativi, survey ONA Organizational Network Analysis, survey di engagement, etc) e passivi (collegamento a e-mail, calendari, ecc.). Il tutto per creare spazi di lavoro più sostenibili e ridurre il tasso di dimissioni. Per far crescere e realizzare i propri talenti e di conseguenza le performance aziendali.

A fronte dei dati rilevati sul fenomeno del Back To Work Blues, Glickon ha quindi messo in atto questa visione e dialogato con l’AI per individuare una roadmap di suggerimenti per manager e lavoratori. Il risultato che segue è quindi frutto dell’incontro tra il know-how di Glickon e le risposte ottenute dall’AI a cui sono stati sottoposti i risultati dell’analisi condotta dall’azienda.

3 proposte per i manager

  • Promuovere una cultura dell’ascolto attivo e della condivisione delle decisioni.
    Una delle principali skill richieste a un manager è l’empatia. È fondamentale ascoltare la voce della propria organizzazione, le preoccupazioni e i suggerimenti del team. Dimostrare interesse per il loro benessere e le loro esigenze, così come coinvolgere il team nel processo decisionale che lo riguarda direttamente, contribuirà a creare engagement oltreché istaurare un rapporto di fiducia. La diretta conseguenza è la co-costruzione di un ambiente di lavoro positivo che favorisca la collaborazione, l’innovazione e il supporto reciproco.
  • Essere compassionevoli.
    Nel processo di stabilire nuove abitudini è fisiologico avere delle ricadute o commettere degli errori. Affrontare le ricadute e accettare i momenti difficili e gli ostacoli permette di ricominciare subito a lavorare verso nuovi obiettivi, oltreché promuovere una sana cultura dell’errore. A sua volta, l’ascolto compassionevole porta a una leadership più umana, fondamentale per attuare un cambiamento positivo.
  • Diventare un esempio per il team.
    Essere un manager significa avere una responsabilità e quindi anche offrire una guida. Mostrare energia positiva, corretto coinvolgimento, passione e impegno per il lavoro e i suoi obiettivi – insegnando anche a mettere dei paletti per avere un sano work-life balance – ispireranno il team a fare altrettanto.
  • Far brillare il talento e celebrare i successi.
    Riconoscere e apprezzare il talento e la sua evoluzione è la motivazione più forte che un manager possa dare a un lavoratore. Mostrare gratitudine, così come offrire opportunità di formazione e crescita personale, sono azioni chiave perché contribuiscono a istaurare fiducia, relazione e un clima di lavoro sano.

Suggerimenti per i lavoratori

  • Concentrarsi sugli aspetti positivi.
    Superata la naturale saudade che porta con sé la fine delle vacanze, la prima idea è quella di concentrarsi sugli aspetti positivi del rientro. Pensando per esempio a progetti interessanti, a come attuarli, al piacere di rincontrare i colleghi con cui hai istaurato un buon rapporto o di affrontare nuove sfide.
  • Non temere la condivisione.
    Cercare supporto nel proprio team condividendo i tuoi obiettivi con colleghi o amici di lavoro. Oppure formare un gruppo di sostegno per sviluppare nuove abitudini insieme. Questo aiuterà a creare una rete di supporto durante il processo di cambiamento.
  • Trasformare gli alibi in abitudini.
    Identificare le abitudini da cambiare o migliorare. Per esempio voler essere più organizzato, gestire meglio il tempo, migliorare le competenze, ecc. Scegliendone poche alla volta per concentrarsi su cambiamenti reali.
  • Pianificare e creare una routine sostenibile.
    Pianificare come e quando si intende praticare la nuova abitudine partendo da una lista di attività giornaliere o settimanali per tener traccia dei progressi. La costanza è fondamentale per rendere un’abitudine parte della routine. Concentrarsi sulla costruzione di una nuova abitudine alla volta e aspettare di averla stabilita prima di passare alla successiva è fondamentale per non cadere nella frustrazione o nello sconforto di non esser riusciti.

Gli strumenti di Glickon

Quindi, come aiutare le persone a (ri)trovare un sano equilibrio tra lavoro e tempo libero? Un lavoro migliore passa infatti anche attraverso un vivere al meglio. Nel concreto, per esempio, Glickon aiuta le aziende ad analizzare e misurare la Work Sustainability. Per farlo analizza dati attivi (feedback qualitativi, survey ONA Organizational Network Analysis, survey di engagement, etc) e passivi (collegamento a e-mail, calendari, ecc.) per fornire ai leader una dashboard completa della Work Sustainability della propria organizzazione. Ovvero una “carta di identità” dello stato di salute dei team utile a far intraprendere al management azioni concrete con cui migliorare le esperienze di lavoro delle persone.

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