Mercer e il CFA Institute hanno pubblicato il 15° Mercer CFA Institute Global Pension Index (MCGPI), l’indice annuale delle pensioni.
“L’età media a livello mondiale continua a innalzarsi in molti mercati, principalmente in quelli più maturi” commenta Margaret Franklin, CFA, Presidente e CEO del CFA Institute. “L’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse hanno generato una nuova dinamica di mercato che sicuramente metterà sotto pressione i piani previdenziali. Da una parte molti piani pensionistici hanno realizzato consistenti perdite nel corso dello scorso anno. Dunque, sarà molto più difficile ottenere buoni rendimenti per il rischio negli anni a venire. Le motivazioni si possono facilmente identificare con livelli di inflazione che resteranno alti per un considerevole arco temporale, alti tassi di interesse e crescita economica debole. Osserviamo anche la crescente messa in discussione della globalizzazione, elemento lubrificante del commercio internazionale e forza nel processo di contenimento dell’inflazione”.
Non sono gli unici problemi. Le persone saranno infatti chiamate ad avere un ruolo sempre più diretto nelle decisioni riguardanti il loro futuro previdenziale. Questo indice annuale delle pensioni serve proprio per rappresentare le lacune di molte giurisdizioni.
Indice annuale delle pensioni: i dati
I Paesi Bassi realizzano il punteggio più elevato: 85.0. Tallonati dall’Islanda (83.5) e dalla Danimarca (81.3). L’Argentina ottiene invece il più basso, 42.3. L’Italia si riconferma sotto la media europea in tutte le dimensioni dell’indice, insieme ad Austria, Polonia e Turchia. Sebbene ci sia un leggero miglioramento rispetto al 2022, in particolar modo per l’indice di integrità (74.7 vs 75.9).
L’indice utilizza la media ponderata dei sotto-indici di adeguatezza, sostenibilità e integrità. Per ciascuna di queste macro-categorie, i sistemi previdenziali che hanno conseguito i valori più elevati sono:
- Portogallo per l’adeguatezza (86.7),
- Islanda per la sostenibilità (83.8),
- Finlandia per l’integrità (90.9).
I sistemi con i punteggi più bassi per macro-categoria sono invece Corea del Sud per l’adeguatezza (39.0), Austria per la sostenibilità (22.6) e Filippine per l’integrità (25.7).
L’Italia continua a rincorrere
In Italia, i principali progressi riguardano l’adeguatezza. Il costante peggioramento del debito pubblico viene compensato da altri elementi, quali la trasferibilità tra fondi pensione dei benefici maturati e un buon replacement ratio. In merito alla sostenibilità, miglioriamo il suo punteggio soprattutto grazie all’aumento di over 50 iscritti a forme pensionistiche complementari. Ma rimane nella parte bassa della classifica, al penultimo posto. Gli elementi negativi sono inoltre crescita economica bassa, debito pubblico elevato, alta spesa governativa per le pensioni e livello di adesione alla previdenza complementare ancora basso.
L’indice dell’integrità rappresenta infine il valore più alto per l’Italia. Fattori a supporto sono certamente la presenza di un regulator in ambito fondi Pensione (la COVIP). Il calo della natalità esercita pressioni su molte economie e sistemi previdenziali nel lungo termine e incide negativamente sui punteggi di sostenibilità di paesi come l’Italia e la Spagna. Alcuni regimi pensionistici asiatici invece, tra cui Cina continentale, Corea, Singapore e Giappone, hanno avviato riforme che hanno portato al miglioramento dei punteggi negli ultimi cinque anni.
Anche l’AI conta
Oltre a individuare i modelli previdenziali migliori a livello mondiale, il report esamina il potenziale dell’intelligenza artificiale per contribuire a migliorare i sistemi previdenziali e di welfare. “L’attuale espansione dell’IA nelle attività e decisioni dei gestori di investimenti potrebbe condurre a processi decisionali più informati ed efficienti che a loro volta potrebbero determinare un aumento del rendimento reale dell’investimento per i sottoscrittori dei piani previdenziali”, commentato Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato di Mercer Italia. “L’IA può potenzialmente accrescere l’impegno dei risparmiatori e aiutarli a prendere decisioni finanziarie adeguate di lungo termine. Entrambi gli sviluppi dovrebbero migliorare le prestazioni pensionistiche”.
L’indice annuale delle pensioni chiarisce tuttavia l’IA non è priva di rischi. Per esempio la modellizzazione dei problemi o le preoccupazioni di ordine etico, a cui si aggiungono la necessità di garantire una privacy ottimale dei dati e la cybersecurity. Nell’elaborazione di questi sistemi, è pertanto essenziale che i modelli di intelligenza artificiale siano disciplinati da una governance rigorosa. Fondamentale anche istituire garanzie adeguate per tutelare i piani pensionistici, in modo che godano della fiducia dei risparmiatori nel lungo termine.