sabato, Aprile 5, 2025
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Cama e Omet: le nostre sono imprese per giovani

Cama e Omet, due realtà industriali di rilievo del territorio lecchese, hanno promosso una giornata dedicata agli studenti delle scuole (medie, superiori e ITS) per far conoscere il lavoro, le opportunità e le competenze richieste dall'industria manifatturiera

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Cama Omet 17 novembre

di Virna Bottarelli | Si è tenuto il 17 novembre a Molteno (LC) il Tech4students Day, evento organizzato da due realtà industriali di riferimento per il territorio, Cama Group e Omet, in collaborazione con Confindustria Lecco e Sondrio.

Siamo nell’ambito del settore manifatturiero e, precisamente, in quello delle macchine per il packaging, un comparto articolato, nel quale operano diverse realtà italiane eccellenti, che competono a livello mondiale grazie alla loro capacità innovativa, oltre che imprenditoriale. Realtà che raramente vediamo sulle prime pagine dei quotidiani, ma che rappresentano il motore del sistema produttivo del Paese e sono espressione di un Made in Italy di successo. Per capirci: Cama Group conta più di 200 addetti, ha filiali in Francia, Inghilterra, Cina, Olanda, Stati Uniti e Australia e fattura circa  80 milioni di euro. Le sue linee per il packaging secondario (confezionamento di imballi che contengono prodotti a loro volta confezionati) si basano da sempre su soluzioni tecnologiche all’avanguardia; il Gruppo Omet opera invece nei settori della stampa, del tissue converting, della movimentazione e della cosmesi, conta più di 400 dipendenti e ha un fatturato consolidato di oltre 130 milioni.

La giornata del 17 novembre, ospitata dalla sede di Omet, ha coinvolto gli studenti delle scuole (medie, superiori e ITS) del territorio ed è stata pensata per far conoscere il lavoro, le opportunità e le competenze richieste dall’industria manifatturiera. Come ha detto Daniele Bellante, presidente di Cama Group:“Abbiamo pensato a un evento per farci conoscere dagli insegnanti e dai giovani. Vogliamo trasmettere il nostro patrimonio aziendale di caratura internazionale ai futuri talenti che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro. Chi viene a lavorare in Cama può contare su un’azienda che realizza tecnologie ad altissimo valore aggiunto”. Orientamento e formazione, quindi, sono da valorizzare perché leve strategiche per il futuro dell’economia e per la riduzione della dispersione scolastica e la disoccupazione. E per cercare di risolvere la questione del mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro, così sentita proprio nel settore manifatturiero.

Daniele e Annalisa Bellante
Daniele e Annalisa Bellante, presidente e vicepresidente di Cama Group

Antonio Bartesaghi, Ceo di Omet, ha messo a fuoco il problema: “Ogni anno vanno in pensione risorse qualificate, che dobbiamo sostituire. E dobbiamo fare inserimenti che rispondano alle esigenze legate alla nostra crescita. Ecco perché il più grosso investimento che possiamo fare è sulle persone e perché le famiglie devono capire che le scuole tecniche sono una scelta giusta: nelle aziende manifatturiere ci sono ottime opportunità”.

antonio bartesaghi omet
Antonio Bartesaghi, Ceo di Omet

Dello stesso avviso anche Annalisa Bellante, vice presidente di Cama Group, che ha aggiunto: “Per noi è importante entrare in contatto con il territorio, aprire le nostre porte, spiegare cosa siamo e cosa facciamo, per permettere a ragazze e ragazzi di potersi orientare sul loro futuro. L’obiettivo è rendere la scuola più pratica e vicina al mondo del lavoro”.

Imprese e scuole focalizzate sul territorio

L’incontro stampa che ha concluso la giornata ha visto l’intervento di Plinio Agostoni, presidente di Confindustria Lecco-Sondrio. Agostoni, vicepresidente di Icam, un’altra realtà di spicco del territorio lecchese, azienda produttrice di cioccolato, fondata nel secondo dopoguerra da suo padre Silvio, ha posto l’accento sulla difficoltà per le imprese del territorio di reclutare profili tecnici. Una situazione, per certi versi paradossale: Il nostro territorio vanta imprese eccellenti dal punto di vista tecnologico, realtà che creano il benessere della nostra comunità, favoriscono la coesione sociale, l’integrazione di persone delle tante etnie che qui arrivano con la legittima aspettativa di migliorare la propria vita. Per prosperare, queste imprese hanno bisogno di persone, ma faticano a trovarle. Le statistiche dicono che il 48% dei profili richiesti dalle aziende sono di difficile reperimento”. Come agire, allora, per invertire la tendenza? Secondo Agostoni la strada da percorrere è quella di fare rete, di coinvolgere imprese e scuole per stimolare i ragazzi a scegliere percorsi in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Dal lato aziendale, quindi, le idee sono chiare e l’esempio di Omet e Cama è significativo: al di là dell’evento del 17 novembre, le due aziende sono in contatto costante con gli istituti scolastici e gli ITS del territorio, dai quali non è raro che attingano per reclutare giovani. Ma che cosa fa, dall’altro lato, la scuola? Ne ha parlato Raffaele Cesana, referente dell’Ufficio Scolastico territoriale: “L’offerta formativa del nostro territorio è indubbiamente completa, ma bisogna lavorare per eliminare quello stereotipo, errato, che la divide in scuole di serie A e scuole di serie B. Dobbiamo dare valore anche alla formazione professionale, che nel nostro territorio apre a molte opportunità di impiego. E non è detto che chi scelga un professionale non possa poi proseguire il proprio percorso di studi: io stesso ho frequentato una scuola professionale e ho poi conseguito una laurea”. Il punto è, secondo Cesana, far dialogare le imprese con i docenti delle scuole medie e superiori, affinché si diffonda e approfondisca la conoscenza delle realtà manifatturiere del territorio, e con le famiglie. Il rischio, altrimenti, è che il problema della carenza di profili tecnici si aggravi ancora di più, anche in concomitanza con il più generale problema di invecchiamento della popolazione. Come ha ricordato Carlo Malugani, consigliere della Provincia di Lecco con delega all’istruzione: “Il problema demografico del nostro territorio sarà ancora più evidente tra quattro, cinque anni. Occorre agire ora per fare orientamento presso gli studenti e le loro famiglie e far capire che il settore metalmeccanico offre tante opportunità di lavoro”. 


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