Uscire dall’accezione negativa del concetto di vulnerabilità dei leader aziendali e intraprendere nuovi percorsi di leadership e valorizzazione.
Nelle organizzazioni agili, l’agilità non è confinata ai singoli team, ma è estesa all’intera struttura e a tutti i processi decisionali. I principi dell’autonomia e responsabilità, della focalizzazione sul valore, dell’iterazione e feedback continuo e della comunicazione valgono per ogni componente. Di conseguenza, lo stile di leadership non può essere quello del comando e controllo, ma deve essere principalmente focalizzato sul favorire la crescita e l’autonomia delle persone. Ma questa trasformazione è ancora limitata alle organizzazioni agili o si può fare di più per tutti?
Cosa affrontano le imprese oggi
L’accelerazione esponenziale del progresso tecnologico, l’esigenza di una maggiore flessibilità e il bisogno di autonomia decisionale, quindi di una leadership distribuita, hanno reso necessaria l’evoluzione di nuove tendenze legate al lavoro. Fra queste, l’erosione della leadership di comando e controllo è probabilmente la più significativa.
Oggi le persone giocano un ruolo chiave all’interno delle organizzazioni. Si discute sempre di più di tematiche legate alla cultura, alla leadership e all’evoluzione dei modelli. Spesso si fa riferimento alla metafora di uno stormo di uccelli per definire il concetto di leadership. Evidenziando come in questi casi non esista un ruolo esplicito di comando, bensì un’intelligenza collettiva che permette a una pluralità di esseri indipendenti di collaborare per uno scopo comune.
Dal comando alla valorizzazione
In questo scenario, sono fondamentali le opinioni di chi si occupa di risorse umane. Le aspettative di dipendenti e candidati sono cambiate. Avere un approccio tradizionale alla leadership sembra una scelta perdente per qualsiasi azienda che voglia attrarre i migliori talenti sul mercato. La trasformazione non è semplice, soprattutto nel caso di aziende basate su struttura organizzative gerarchiche. In questi casi, soprattutto i leader con più anzianità e potere, che hanno trovato riscontri positivi nei loro comportamenti come via per scalare la piramide gerarchica, si trovano smarriti.
Ciò che distingue i leader più moderni sono caratteristiche quali autenticità, adattabilità, empatia, rinuncia al micro-management, consentire di apprendere dagli errori commessi e orientamento allo sviluppo delle persone. Ovvero, i principi alla base dell’agilità. In particolare, sono interessanti gli spunti delle due giornate di formazione tenute in adesso.it da Pierluigi Pugliese sul tema della “Leadership in organizzazioni agili scalate”.
Il potere della vulnerabilità dei leader
Interessante soprattutto la definizione di leadership tratta da Mathias Varga von Kibéd, professore presso l’Università di Monaco ed esperto di teoria sistemica. Nel contesto del lavoro, la vulnerabilità ha una reputazione storicamente negativa. Le attuali evidenze, ci permettono però di comprendere come questo non sia altro che un retaggio frutto di uno stereotipo del capo forte e insensibile. Simbolo di potere e professionalità, ma oggi in difficoltà nell’essere leader in un’organizzazione moderna.
Infatti, negli ultimi anni si è visto che i leader che riescono a dare spazio alle proprie vulnerabilità sono riusciti a costruire ambienti di lavoro psicologicamente sicuri. Quando le persone sono disposte a essere autentiche sul lavoro, sono più propense ad assumersi responsabilità, a correre rischi e a impegnarsi per il raggiungimento di obiettivi sfidanti. Insomma, un messaggio potente: la perfezione non è necessaria e la caccia al colpevole per mostrare la propria infallibilità è deleteria. I leader capaci di trasmettere anche le proprie debolezze ispirano autenticità e connessione, aprono spazi per la comprensione reciproca e la crescita.
Vulnerabilità e agilità nelle aziende
Nei contesti agili, l’evitare di arrogarsi il dogma dell’infallibilità e di entrare contesti di micro-management favorisce la capacità dei team di attivarsi per rispondere al cambiamento, piuttosto che seguire un piano stabilito a priori. L’apertura dei leader a una comunicazione autentica favorisce inoltre un rapporto genuino e collaborativo con il cliente.
adesso.it, agile digital factory specializzata nella modernizzazione di applicazioni a supporto dei processi core delle aziende, ha maturato buone pratiche interne di agilità, che proponiamo in seguito.
- Cultura della fiducia: investire molto sulla condivisione di feedback a 360 gradi, frequenti (almeno da 4 persone diverse per ogni quadrimestre) e centrati sulla crescita delle persone, dove ognuno ha la propria responsabilità all’interno dell’organizzazione.
- Apprendimento e miglioramento: la vulnerabilità dei leader apre la strada all’apprendimento continuo; ogni team (di progetto, di staff, di leadership) organizza periodicamente Retrospective per riconoscere le debolezze e identificare azioni di miglioramento.
- Connessioni: la forza delle relazioni è forse il valore più forte, da coltivare con momenti di ritrovo durante l’anno in cui conoscersi come persone e mettersi in gioco;
- Innovazione e creatività: le Comunità di Pratica sono spazi dedicati a sperimentare, sbagliare, imparare e fare innovazione che crei valore per le persone e per l’azienda;
- Adattabilità al cambiamento: assegnare chiaramente obiettivi e responsabilità permette di diffondere la leadership in azienda, la chiarezza permette all’organizzazione di agire armonicamente, sfruttando l’intelligenza collettiva.
In sostanza, la vulnerabilità non indica debolezza, bensì coraggio e forza. Nei contesti organizzativi agili, dove la velocità, l’adattabilità e l’innovazione sono cruciali, diventa un elemento fondamentale per promuovere un ambiente in cui le persone si sentono libere di essere autentiche, imparare continuamente e crescere insieme.