1 giovane su 4 pensa ai mestieri pratici

Le nuove generazioni stanno rivalutando i mestieri tecnico-pratici, soprattutto se ad alta specializzazione: nella componente maschile, oltre un terzo (35%) sta pensando di intraprendere uno di questi percorsi

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i mestieri pratici ricominciano a guadagnare consensi tra le nuove generazioni

Qualcosa sta cambiando: i mestieri pratici ricominciano a guadagnare consensi tra le nuove generazioni.

Un’ottima notizia, visto che il mondo del lavoro fatica costantemente a trovare figure preparate a svolgerli. Lo rivela l’annuale Osservatorio “Giovani e Professioni”, realizzato da Skuola.net, in collaborazione con Autostrade per l’Italia, interpellando 2.500 studenti delle scuole secondarie superiori.

Fra i giovani prossimi al diploma, infatti, circa 1 su 4 sta considerando queste occupazioni come una possibile opzione, soprattutto se associate a una elevata formazione e conseguente retribuzione. Molti ragazzi – qui 1 su 3 -, ma anche ragazze, sono dunque intenzionati a svolgere professioni tecnico-pratiche, pur con le giuste condizioni.

Più mestieri pratici, meno stereotipi

Il numero degli studenti ben disposti verso una carriera più manuale che teorica, peraltro, cresce rapidamente. Basta paragonare i dati attuali con quelli del 2022: allora i mestieri pratici convincevano solo il 19% degli intervistati e il 26% dei maschi. Inoltre, altrettanto velocemente, si inizia a svuotare la platea dei giovani che scartano a priori questo avvenire. Siamo sotto la soglia psicologica del cinquanta per cento: dal 53% di un anno fa al 49% attuale. E tra i maschi si va al 39%.

Potremmo, dunque, essere di fronte a una mini-rivoluzione. Parallelamente, infatti, perdono forza alcuni stereotipi. Calano dal 19% al 14% coloro che scartano le professioni pratiche per congetture legate al loro status socio-economico. Parimenti, solo 1 studente su 5 considera quasi “obbligatorio” per un liceale intraprendere una professione più teorica, dopo essersi laureato. Mentre dodici mesi fa erano 1 su 3.

Insomma, da questi segnali si intravede forse uno spiraglio per poter ricucire la differenza tra domanda (del mercato del lavoro) e offerta (di competenze dei giovani). Magari attraverso percorsi di formazione professionalizzanti e specifici post-diploma, come giustamente ritiene il 57% degli intervistati.

I settori di riferimento

Ma quali sono i settori che attirano quel 51% di studenti delle superiori che non dicono “no” ai mestieri pratici? Anche qui il genere può fare la differenza. Quasi la metà degli uomini concentra le preferenze in un podio che vede il comparto della mobilità – automobilistica, ferroviaria, aeronautica – al primo posto. Seguito da industria digitale ed elettronica e settore dei servizi alberghieri e della ristorazione.

Invece, praticamente la metà delle donne si divide in quote paritetiche tra: digitale ed elettronica, alimentare/chimico/farmaceutico e servizi alberghieri e della ristorazione. Guadagna preferenze anche uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese. Infatti, il 6% degli uomini e l’8% delle donne prenderebbe in considerazione un impiego nelle costruzioni e nelle infrastrutture.

A tal proposito, lo stesso Gruppo Autostrade per l’Italia sta portando avanti in prima persona diversi progetti. Come l’Amplia Academy, un “cantiere dei mestieri” per anticipare i percorsi formativi dedicati alle figure professionali ricercate. Formando mestieri pratici come l’assistente di cantiere, il carpentiere, il conducente di mezzi speciali, il minatore.

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