Rispondere cambiando ai cambiamenti del mercato. Un percorso coraggioso, orientato a soddisfare esigenze di presenza e di consulenza ben diverse rispetto a ciò si richiedeva, un tempo, alle agenzie per il lavoro. Lo ha fortemente voluto e-work, realtà dalla storia ultraventennale presente in tutta Italia, che ha recentemente presentato il progetto e-workHub.
Una vera e propria rivoluzione del concetto di filiale di una Apl, già operativo su 8 centri, con oltre 200 professionisti coinvolti. Paolo Ferrario, presidente e amministratore delegato di e-work, ci racconta la genesi e i concreti sviluppi di questa idea.
La fondazione di e-work risale a oltre vent’anni fa: come è cambiato il mondo del lavoro e quali sfide vi trovate oggi ad affrontare?
Siamo a un passo dai 25 anni di attività, durante i quali abbiamo vissuto in prima persona i profondi cambiamenti del panorama lavorativo. Il recente lancio degli e-workHub, evoluzione delle filiali verso centri polifunzionali, rappresenta la nostra risposta alle nuove esigenze del mercato. Il mismatch tra domanda e offerta, le mutate “abitudini” delle persone, la volatilità delle scelte lavorative e la sempre maggiore esigenza di flessibilità da parte delle aziende sono le sfide che, come operatore del mercato del lavoro, ci troviamo ad affrontare.
Come siete strutturati sul territorio? Quali sono i principali servizi rivolti ad aziende e lavoratori?

e-work è presente sul territorio nazionale con una struttura capillare che comprende 8 hub, 25 branch e 200 professionisti. Questa rete diffusa ci permette di essere vicini alle esigenze di aziende e lavoratori in ogni parte d’Italia. Oggi, tuttavia, la presenza fisica sul territorio non è più un fattore dirimente per mostrarci vicini a imprese e candidati. Il cambiamento di abitudini, le nuove tecnologie e la nostra capacità di gestire il reclutamento on demand ci hanno messo nelle condizioni di passare dalla necessità di una presenza statica alla possibilità di presenza virtuale, o ancora fisica ma solo nel momento del reale bisogno.
Inoltre, svolgiamo per conto delle aziende tutte le attività legate al flusso di gestione delle risorse più preziose: le persone. Ci occupiamo dunque di analisi dei fabbisogni, gestione della flessibilità, HR executive, implementazione di sistemi di welfare e di formazione continua, consulenza amministrativa e gestione degli obblighi di legge. Il nostro obiettivo, in un contesto dove armonizzare domanda e offerta è sempre complicato, è liberare le aziende dalla gestione diretta delle risorse umane, per permettere loro di concentrare le energie sul core business. Per le persone restiamo, anzi siamo sempre più, un soggetto sicuro e professionale in grado di orientare, formare, avviare alla professione. Il tutto in forma gratuita e controllata dal Ministero del Lavoro.
Veniamo alla novità del progetto e-workHub: come nasce e come lo state sviluppando?
e-workHub nasce per trasformare il concetto di filiale in centro polifunzionale al servizio di aziende e lavoratori, determinando una serie di azioni nel piano industriale del prossimo biennio.
L’idea di e-workHUB rispondE a tre esigenze primarie:
- offrire un servizio più completo e personalizzato, andando oltre la semplice ricerca di lavoro con un supporto completo per la crescita professionale delle persone;
- creare un luogo di incontro e confronto per la formazione, l’orientamento e lo sviluppo di nuove competenze, favorendo l’incontro tra domanda e offerta, accompagnato da momenti di condivisione tra le aziende del territorio, con la partecipazione attiva di attori locali e nazionali del mercato del lavoro;
- sviluppare nuove competenze in risposta alle esigenze del mercato, impegnandosi a monitorare le evoluzioni per fornire alle aziende e ai lavoratori le skill necessarie.
Il progetto è già partito, coinvolgendo gli oltre 200 professionisti del gruppo e-work. La prima fase prevede l’apertura di 8 hub a Torino, Novara, Milano, Bergamo, Verona, Cremona, Parma e Roma. Qui, le aziende potranno trovare ogni servizio legato al mondo HR. Dalle classiche attività di recruiting all’erogazione di percorsi formativi, anche finanziati, fino alla selezione territoriale o massiva attraverso i Talent Match.
Inoltre, troveranno professionisti in grado di accompagnare percorsi di analisi del clima, riqualificazione ed evoluzione delle risorse e consulenza HR in genere. Le persone potranno affidarsi ai nostri consulenti anche per un semplice consiglio, per gestire necessità semplici quali scrivere un cv. Ma anche compiere con noi un percorso continuativo di formazione, inserimento lavorativo e, perché no, di cambiamento o ricollocazione professionale.
Andrete progressivamente a dismettere l’attuale concetto di agenzia per il lavoro o le due anime coesisteranno?
e-workHub non rappresenta una dismissione del modello di agenzia per il lavoro, bensì una sua evoluzione. Le agenzie continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nella ricerca e selezione del personale, offrendo un servizio personalizzato e di prossimità alle aziende. Ma solo con una nostra crescita professionale possiamo essere davvero accanto a imprese e persone nella gestione non traumatica di un contesto così mutevole. Gli hub, intesi come luoghi di crescita professionale e di incontro di esigenze, sono dunque l’evoluzione obbligata del nostro ruolo di mediazione.
Le ApL sono direttamente coinvolte nell’attuazione delle politiche attive. Pensa che le misure varate siano sufficienti o serve di più?
Le agenzie per il lavoro svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dei lavoratori finalizzata all’aggiornamento e all’acquisizione di nuove competenze. Le misure varate dal Governo vanno nella giusta direzione, ma il divario maturato è così vasto che non possiamo illuderci di sanarlo velocemente. Non si devono rallentare gli investimenti pubblici e serve proseguire nel percorso di avvicinamento della scuola alle imprese e al lavoro. L’incontro dei bisogni e delle conoscenze avviene proprio nel dialogo tra pubblico e privato.
A proposito di competenze, quali sono i profili più cercati? Conferma la “guerra” dei talenti?
I profili Stem restano tra i più ricercati. La “guerra” dei talenti in questo settore è ormai una realtà consolidata. La novità, se così vogliamo chiamarla, è la disponibilità delle aziende a “fare tanto” per mantenere i talenti anche in ruoli apparentemente ordinari. I profili più richiesti, infatti, sono praticamente tutti: da quelli generici a quelli specializzati, dalla logistica all’amministrazione, fino all’informatica. Chiaramente, una società che evolve genera bisogni nuovi o di recente creazione come i lavori “green” e la gestione della cybersecurity o dell’invecchiamento della popolazione.
Nella vostra attività vantate un osservatorio privilegiato sulle aziende e sulle persone. Risulta difficile far comprendere ai manager l’importanza di valori come inclusione e benessere?
Chiunque si trovi oggi a organizzare o gestire un’azienda, sia essa di produzione o di servizi, ha compreso, per convinzione, principi o per necessità, che le persone sono fondamentali. Il turnover elevato è costoso, la mancanza di risorse limita la crescita, la flessione della produzione comporta disequilibrio finanziario, la non evasione di commesse e ordini internazionali espone il made in Italy alla concorrenza internazionale. Inoltre, chi guida un’azienda ha ben chiaro che il benessere lavorativo non si compone solo di retribuzione diretta ma anche di misure di welfare, non sempre economiche, che permettano un più armonico equilibrio tra vita e lavoro.
Le persone, a parità di condizioni, preferiscono contesti lavorativi in cui si riconoscono. Dove trovano alcuni valori divenuti, fortunatamente, importanti: inclusione, ambiente e ampio concetto di social responsibility. La valanga del cambiamento sociale ha travolto il mondo del lavoro: imprenditori e manager, che mirano in primis alla sopravvivenza e poi alla crescita e all’affermazione, ne stanno amministrando lo stravolgimento facendolo proprio. Nulla di diverso da quello che in economia la storia ci ha già mostrato, anche se più lentamente, altre volte.