di Virna Bottarelli | Intercos ha portato l’Italia ai vertici del settore cosmetico B2B. L’azienda brianzola, fondata nel 1972 da Dario Ferrari, sviluppa e produce prodotti di innovazione in ambito Make-up, Skincare, Personal Care, Haircare e Fragranze ed è uno dei primi player del settore, con un fatturato di poco inferiore al miliardo di euro.

L’headquarter è ad Agrate Brianza, mentre altri 16 plant sono dislocati, oltre che nel nostro Paese, in Cina, Corea, India, Usa, Brasile, Polonia e Svizzera. L’azienda sta portando con determinazione il proprio spirito innovativo anche nella sfera gestionale. “Abbiamo avviato un percorso che interesserà alcuni anni e che parte dalla formalizzazione e condivisione dei valori fondanti dell’azienda e dalla definizione di un sistema di gestione delle persone che supporti la strategia di business, secondo un modello di leadership coerente”, dice Cristiana D’Agostini, Chief Human Resources and Sustainability Officer di Intercos dal 2021, anno della quotazione in Borsa del Gruppo.
È stata chiamata a guidare la People Strategy dell’azienda soprattutto in virtù della sua esperienza in change management. Laureata in Scienze Politiche, indirizzo economico, con una specializzazione in psicologia del comportamento e un Mba, nella sua carriera ha gestito processi di trasformazione aziendale, cambiamento e gestione del capitale umano in importanti realtà di diversi settori. “Intercos è una realtà manifatturiera con una forte anima legata all’innovazione. È nata dall’intuizione di Dario Ferrari, il cui genio è tuttora alla base dello spirito innovativo dell’azienda. Negli anni Settanta, Ferrari ha intercettato un bisogno preciso dei clienti del settore cosmetico, per i quali il processo produttivo ha una elevata complessità. Allora, come oggi, Intercos realizza per loro prodotti, di qualità eccellente, curando l’intero processo, dalla formulazione al packaging”.
Com’è composta la popolazione aziendale di Intercos?
A livello globale, Intercos ha oltre 5mila dipendenti, duemila dei quali lavorano in Italia nei tre plant produttivi principali: Agrate Brianza e Dovera, dove il focus è la produzione di make-up, e Olgiate Comasco, dove produciamo le categorie Skin, Hair, Personal Care e Fragrance. Metà dei dipendenti lavora nell’ambito manufacturing, mentre il 10% è dedicato all’innovazione di prodotto. Il 63% dei dipendenti sono donne, diverse delle quali in ruoli manageriali. L’età media delle nostre persone in tutto il mondo è di 39 anni, con un 67% di dipendenti che ha meno di 45 anni, mentre l’anzianità aziendale media è di sette anni. Dai numeri, significativi, siamo partiti per elaborare una strategia HR finalizzata a rendere Intercos attrattiva per le nuove leve: dobbiamo fare in modo che scelgano di restare con noi il più a lungo possibile.
Quali sono, quindi, le parole chiave che oggi guidano la gestione HR in Intercos?
Per noi oggi seguire una strategia HR significa supportare una fase di ricambio generazionale per garantire quella continuità nelle competenze chiave e quella capacità di trasformazione culturale che sono vitali per la nostra azienda. Ma significa anche interpretare le esigenze dei lavoratori più giovani, che danno più importanza all’equilibrio vita-lavoro e hanno sete di conoscenza. E saper motivare anche i lavoratori con una maggiore anzianità aziendale, magari proprio coinvolgendoli nel trasferimento di competenze ai più giovani.
L’obiettivo primario è affiancare alla strategia di business una People Strategy coerente, in cui le persone si sentano valorizzate e supportate nel proprio percorso di crescita interna. Al purpose di Intercos “We make beauty. Better” abbiamo così affiancato quello della sfera HR,“We Connect People with their Beauty”. Connettiamo le persone con la loro bellezza. Questo significa porci l’obiettivo di attrarre le migliori risorse dal mercato e mettere tutte quelle che lavorano nel gruppo nelle condizioni di esprimere e potenziare i propri talenti, assicurando un investimento continuo nello sviluppo delle competenze, sia tecniche sia di leadership.
A tal proposito, abbiamo disegnato un modello coinvolgendo il Top Management e le persone nei diversi Paesi, per definire i comportamenti che consentono il raggiungimento degli obiettivi in coerenza con i valori aziendali: rispetto, trasparenza e integrità. Ne discendono quindi concetti ben precisi: innovazione, attenzione al cliente, collaborazione, responsabilità, flessibilità, valorizzazione delle persone. Ai quali si collegano i principi guida della nostra stessa People Strategy.
Parliamo di un percorso importante, che tocca la cultura aziendale di Intercos e il modo di operare dell’HR…
Il percorso interesserà alcuni anni e mira a rinforzare la cultura di gruppo, la leadership diffusa e a declinare una strategia di gestione delle persone allineata alle priorità del business. Gli obiettivi sono fondamentalmente tre: costruire una Direzione HR davvero globale, credibile e in grado di essere un vero e proprio business partner; creare processi e strumenti comuni; supportare i People Manager nella gestione e nello sviluppo delle nostre persone.
Sappiamo che si tratta di una grossa sfida e che lo scenario in cui ci muoviamo è complesso: sullo sfondo ci sono le crisi internazionali e le ripercussioni sull’economia globale, la maggiore sensibilità per i temi legati a sostenibilità, diversità e inclusione, i nuovi trend nel mondo del lavoro. C’è il grande tema della digitalizzazione. I sistemi gestionali devono garantire dati di qualità e informazioni certe, ma anche abbracciare i nuovi strumenti di intelligenza artificiale per migliorare il nostro lavoro ed essere al passo con i tempi.
Torniamo alle persone e alle competenze: quanto conta per voi farle crescere in azienda?
Nel 2023 il 63% delle posizioni chiave è stato coperto mediante crescita interna. Un importante risultato e un dato che vogliamo incrementare negli anni. Questo è il frutto di un sistema HR che mette al centro le persone, mira a conoscerne le caratteristiche, ne sviluppa il potenziale, le motiva. Stiamo lavorando molto sul management, aiutando chi ricopre cariche manageriali a comprendere come è cambiato il loro ruolo e quanto sia fondamentale per la crescita delle persone, per la loro motivazione.
Agilità, delega, capacità di inclusione e integrazione sono fondamentali oggi più che mai, perché i collaboratori chiedono autonomia e fiducia per essere parte attiva nella generazione del valore aziendale, vogliono conoscere tutti gli aspetti aziendali, non si accontentano e hanno bisogni specifici. In questo senso, siamo anche molto attenti alla comunicazione: è importante raccontare la strategia, anche quella che guida lo sviluppo delle persone, garantire occasioni di confronto, dare visibilità e accesso alle informazioni organizzative.
Tutto rientra in quello schema di coerenza di cui ho parlato prima e coerenti sono le nostre azioni. Nel 2023, ad esempio, nell’ambito di un più ampio programma legato alla Sostenibilità su cui Intercos è da tempo impegnata, abbiamo lanciato la nostra agenda in tema di Diversity Equity and Inclusion. Con un comitato di Governance, un piano d’azione e di comunicazione e dei Kpi di monitoraggio.
A proposito della vostra presenza in più continenti, sono previsti percorsi di mobilità tra le aziende del Gruppo?
La mobilità interna è fondamentale per garantire che competenze ed eccellenze si sviluppino in tutte le nostre Legal Entity. Si sposa con un altro elemento fondamentale per la nostra azienda: la crescita interna delle persone. Stiamo investendo molto nella costruzione di un modello che ci aiuti a identificare le competenze dei nostri collaboratori per definire i percorsi di crescita più utili e per farlo abbiamo introdotto sistemi che ci portano a riflettere non solo su ciò che serve al Gruppo e ai collaboratori oggi, ma anche nel medio-lungo termine.
Proprio la mobilità interna ci consente di creare una cultura di gruppo e diffondere e trasferire le competenze, far sentire le persone parte del tutto, dei veri e propri cittadini di Intercos. In concreto, abbiamo un processo di Talent Management Review che coinvolge il Top Management. Ci aiuta a parlare delle persone, del loro potenziale e delle loro aspettative, ci supporta nella definizione delle priorità di crescita, mettendo a fattor comune le opportunità. Poi c’è un sistema di job posting interno che facilita la candidatura dei dipendenti alle opportunità interne, una policy per la mobilità internazionale e un supporto formativo e di coaching nei momenti di crescita.
Per chiudere con un tema di attualità: esiste anche per voi un problema di reperimento di profili tecnici? Se sì, come lo state affrontando?
Intercos ha un modello di business unico sul mercato, nel quale la ricerca scientifica e la capacità di generare la migliore innovazione per i clienti sono fattori cruciali. Siamo da sempre il punto di riferimento delle migliori competenze tecniche del settore ed è nostro obiettivo mantenerle costantemente aggiornate, reperire quelle migliori sul mercato e trattenere quelle chiave.
Oggi stiamo affrontando un importante cambio generazionale, che richiede uno sguardo di medio lungo termine proprio per garantire il trasferimento di quelle competenze ai giovani o costruirle al nostro interno, proprio perché di difficile reperimento. Per questo investiamo su percorsi formativi focalizzati allo sviluppo delle competenze tecniche di ruolo, dedicati sia a neolaureati e neodiplomati provenienti dall’esterno, sia a persone già in azienda.
Nel 2023, ad esempio, abbiamo promosso un nostro percorso Ifts, in cui alcuni ragazzi selezionati conseguiranno il titolo di studio in “Tecnico di Industrializzazione del Prodotto e del Processo Cosmetico”. Abbiamo realizzato questo progetto grazie a un grande lavoro di coordinamento con Agenzie per il Lavoro, enti territoriali e fondazioni Its, che ha visto un apporto fondamentale arrivare dai nostri esperti interni all’azienda. Una volta di più, un impegno condiviso che ha dato i suoi frutti.